Il mercato assicurativo italiano 2016 nell’analisi dell’ANIA

flag-1343566_1920

Il mercato assicurativo italiano 2016 nell’analisi dell’ANIA

brokercare 13 luglio 2017 1228 Views 0 Comments Auto, Notizie, Tutela dei beni, Tutela della persona, Tutela delle responsabilità

Il 5 luglio l’Associazione Nazionale Imprese Assicurative (ANIA) ha organizzato a Roma la propria assemblea annuale, tradizionale occasione di bilancio del settore assicurativo italiano. Nel discorso della Presidente Maria Bianca Farina sono state infatti evidenziate le principali criticità e opportunità: a livello globale vi sono infatti trasformazioni senza precedenti dovute a fattori di globalizzazione, demografia in evoluzione e innovazione tecnologica, che mettono persone e imprese difronte a sfide completamente nuove e non sempre semplici da affrontare. Evolvono di conseguenza anche i comportamenti e le preferenze della clientela, che comunque continuano a percepire il settore assicurativo come un punto di riferimento. Le assicurazioni dovranno in ogni caso rispondere alle sfide nel nostro tempo colmando le lacune nella protezione, promuovendo il risparmio di lungo termine e innovando i propri modelli di servizio e di affari: un discorso particolarmente importante nel caso italiano, che ha mostrato peculiari difficoltà di adattamento ai grandi cambiamenti e alle grandi trasformazioni sociali e demografiche. L’ANIA è impegnata da tempo su queste tematiche, sostenendo le imprese associate sotto diversi punti di vista, anche sotto un profilo di comunicazione (per evidenziare ulteriormente il ruolo sociale delle stesse nel quotidiano degli italiani, da cui la recente campagna pubblicitaria). A livello di risultati, nel 2016 i premi diretti raccolti sono stati pari a 134 miliardi di euro (pari all’8% del PIL nazionale), suddivisi tra 102 nel ramo vita e 32 nel ramo danni; in quest’ultimo ambito è interessante notare che rispetto al 2015 si è verificato un calo dei premi del 5,6% nel ramo RC auto (quinta variazione negativa consecutiva, riducendo dunque la differenza di prezzi rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea). Permangono divari sul territorio italiano, sebbene anche questi si siano ridotti di un terzo negli ultimi tre anni. A livello di distribuzione dei rami danni, gli agenti continuano a costituire il 77,1 % del mercato; i broker si fermano al 9,2 %, sebbene si ritiene che tale cifra sia sottostimata. Un ultimo punto interessante riguarda il numero di occupati nel nostro paese, circa 300.000 persone.

Con particolare riferimento alle difficoltà del mercato italiano segnaliamo un nostro articolo sul tema dell’assicurazione dei terremoti:

L’Italia cronicamente sottoassicurata contro le catastrofi naturali