IUMI, giornata #2 – tante statistiche e molta incertezza

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IUMI, giornata #2 – tante statistiche e molta incertezza

brokercare 15 settembre 2020 51 Views 0 Comments Grandi Progetti Industriali – Oil & Gas, Trasporti e logistica

La seconda giornata della conferenza annuale della IUMI, che stiamo seguendo quotidianamente a distanza da Stoccolma, si è concentrata sulle statistiche di settore. Sono state anzitutto riprese alcune presentazioni della giornata di ieri e nel ribadire il calo del commercio internazionale di questo 2020 l’attenzione è stata rivolta ad alcuni settori specifici. Per quanto riguarda l’ambito navale e marittimo, per quanto l’età media delle navi continui a crescere (l’aumento dei danni è solitamente direttamente proporzionale alla stessa), si attende un numero particolarmente basso di sinistri, dovuto ovviamente alla riduzione di attività.

Per quanto concerne il settore offshore, si nota la continua crescita del settore eolico in mare aperto, che presenta sfide assicurative importanti per il trasporto, il montaggio, il rischio statico e gestionale delle pale. Ad oggi è una parte minima del totale dell’offshore, ma in futuro ne costituirà probabilmente una fetta importante. Continua per il resto la volatilità del prezzo del petrolio con importanti conseguenze sul settore.

I rischi ambientali sono sempre più importanti da considerare nelle statistiche. Il 2020 ha avuto una stagione di uragani/cicloni/tifoni particolarmente attiva, sommata al continuo aumento delle temperature. Questi fattori hanno ovviamente ripercussioni importanti sul settore assicurativo dei trasporti e la sostenibilità del mercato.

Si è poi parlato anche di riassicurazione, altro ambito dove regna la precarietà e dove pesa l’impatto dei danni pagati con riferimento alla pandemia (in particolare cancellazione eventi, crediti, viaggi, property…). Gli eventi di quest’anno sono stati definiti come “la catastrofe a più lento sviluppo” della storia; il perdurare dell’incertezza non aiuta. La capacità riassicurativa può essere a rischio se ai danni pagati per la pandemia si dovessero aggiungere eventuali altri di catastrofi naturali.

E’ stato poi illustrato lo IUMI Claims Database, un progetto pilota nato nel 2018 che raccoglie informazioni su diverse migliaia di sinistri trasporti da decine di paesi diversi, per un valore totale di diversi milioni di dollari. I dati raccolti servono da campione valido per ulteriori analisi e questa è una parte fondamentale dei lavori della IUMI.

In conclusione, è stato presentato il rapporto annuale del settore assicurativo trasporti, che regolarmente pubblichiamo nei suoi aspetti salienti; quest’anno abbiamo potuto seguirne la presentazione in diretta.La raccolta premi del settore (dati 2019) è rimasta stabile attorno ai 28,7 miliardi di dollari (di cui 57% merci, 24% corpi, 11% offshore, 7% responsabilità. A livello di distribuzione geografica, l’Asia è ormai quasi equivalente all’Europa. Il settore offshore ha continuato a vedere un calo nella raccolta premi, per quanto ormai stabile, ma pesano sul futuro l’incertezza del covid, con molti grandi progetti in pausa, nonché le fluttuazioni del prezzo del petrolio.

La loss ratio ha anch’essa visto una tendenza al ribasso, ma cresce il rischio di gravi eventi e la parte giacenza rispetto a quella di transito. Permane poi il rischio di incendi sulle navi, di cui molto si è parlato negli anni passati. Sulle tendenze nei sinistri per il 2020 pesano l’evento di Beirut e alcune catastrofi naturali. Quest’anno, oltre a difficoltà geopolitiche crescenti, si è assistito con la pandemia ad un cambio nelle tendenze dei commerci (tipologia merci, rapporti tra fornitori e clienti), ad accumuli anomali di merce nei porti, a ritardi colossali e a pericolosi stoccaggi a lungo termine.

Per la parte corpi, il calo di attività ha portato ad una riduzione di sinistri, ma i ritardi che si stanno accumulando nelle riparazioni e i problemi attuali di certificazioni delle navi e delle perizie non fanno presagire nulla di buono per il futuro.

Le tendenze del 2020 e del breve periodo che ci attende sono dunque quelle di uno sconvolgimento del commercio globale, di un aumento dei rischi cyber in concomitanza con l’accresciuta digitalizzazione, la crescita dei rischi catastrofali, una geopolitica incerta, la volatilità dei prezzi del petrolio. Settori diversi sono impattati in modo diverso, e con tutte le politiche di stimolo all’economia che stiamo vedendo tutti si chiedono se ci sarà effettivamente un rimbalzo. Ma con un quadro del genere, pochi assicuratori possono dire di dormire sonni tranquilli…