IUMI, giornata #3 dedicata alle grandi navi e alle sfide della sicurezza in mare

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IUMI, giornata #3 dedicata alle grandi navi e alle sfide della sicurezza in mare

brokercare 16 settembre 2020 38 Views 0 Comments Grandi Progetti Industriali – Oil & Gas, Trasporti e logistica

Nella terza giornata della conferenza annuale della IUMI, che stiamo seguendo quotidianamente digitalmente da Stoccolma, si è parlato di corpi oceanici, ovvero delle sfide del settore navale oceanico e della navigazione a lungo raggio.

Da un punto di vista del mercato assicurativo, nonostante la crescita globale di flotta e tonnellaggio, lo stesso è cresciuto solo dello 0,2%. Si è assistito ad un crollo della quota di mercato del Regno Unito, compensata da quella degli storici assicuratori del Nord Europa. I tassi assicurativi in generale sono aumentati negli ultimi anni, ma il mercato non è ritenuto ancora totalmente sostenibile.

La crisi del Covid19 ha ridotto l’attività (e dunque i sinistri a breve termine) ma l’accumulo di navi in alcune regioni, l’aumento dei costi di riparazione e i ritardi nelle stesse, le difficoltà nel favorire un ricambio degli equipaggi (vera sfida per lo stress umano degli stessi) fanno pensare che i sinistri, purtroppo, arriveranno, sebbene in ritardo.

Gli incendi continuano ad essere considerati un problema grave dagli assicuratori, in quanto impattano sul totale dei sinistri per il 14%. Aumentano per numero e impatto con le dimensioni dei vascelli e il gigantismo navale di questi tempi non fa presagire miglioramenti.

Si è inoltre parlato dell’introduzione di normative anti-inquinamento, tramite il regolamento IMO 2020, con le varie sfide di implementazione dello stesso.

Un’azienda di logistica del Nord Europa, focalizzata sul trasporto marittimo e ro-ro, ha poi raccontato le proprie sfide operative durante la crisi del covid19, con il forte calo nella produzione e nella vendita di veicoli leggeri. Tra le lezioni che ne ha tratto, l’importanza di flessibilità, trasparenza e agilità operativa, ma anche di resilienza, chiarezza e fiducia. Per il futuro si impongono riforme sulle condizioni lavorative dei marittimi, una maggiore attenzione a sostenibilità e digitalizzazione e soprattutto una nuova capacità di adattamento a sfide nuove e improvvise come questa che abbiamo vissuto.

Un operatore marittimo e traghetti roro scandinavo ha portato ulteriori contributi circa la sicurezza in mare, spiegando come dalle catastrofi si arrivi a nuovi regolamenti e alla riduzione di rischi. Il caso del celebre Titanic (1912) è paradigmatico in questo senso. I traghetti, se si guardano le statistiche, non sono più pericolosi di altri mezzi di trasporto (aereo compreso) per i passeggeri. Tuttavia, è sempre possibile migliorare ed è importante concentrarsi sugli aspetti problematici. Se si considera, in effetti, che il 32% degli eventi catastrofici recenti è dovuto a errore umano e il restante 32% agli incendi, ecco due punti chiave per il futuro della sicurezza in mare. Anche gli aspetti di progettazione e ri-progettazione di navi ri-equipaggiate meritano attenzione.

Da ultimo, si è parlato del tema della pirateria internazionale. Nel Golfo di Guinea si è assistito negli ultimi anni ad una crescita del numero di incidenti gravi (i.e. con rapimento di equipaggi, non considerando qui i casi di “semplice” arrembaggio e furto). I pirati si muovono sempre più al largo ed è dunque sempre più difficile evitare questi episodi. Nel 2020 i casi di rapimenti sono cresciuti ulteriormente, con un record tra aprile e luglio, probabilmente legato all’instabilità favorita dal covid19. Le navi cisterna e merci sono le più bersagliate.

Il governo nigeriano ha introdotto una nuova legislazione anti-pirateria nel 2019, ma l’efficacia effettiva è ancora da valutare. Il tema, anche etico, del pagamento del riscatto è forte, ma gli esperti dicono che in questi casi non ci sono alternative, per riavere la persona rapita sana e salva. Nel periodo covid19 le sfide già complesse del pagamento (sempre in contanti) sono state amplificate dalle difficoltà di ottenere il denaro e portarlo con sicurezza in zone difficili per il saldo del riscatto. In questo contesto difficile, è importante la prevenzione e la formazione di armatori e operatori per gestire ed evitare il più possibile queste situazioni, in attesa che il quadro legislativo o la comunità internazionale intervengano in maniera più incisiva.