Le implicazioni legali e assicurative della navigazione autonoma

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Le implicazioni legali e assicurative della navigazione autonoma

brokercare 29 gennaio 2018 194 Views 0 Comments Rischi informatici, Trasporti e logistica

La progettazione di navi a guida autonoma, ovvero senza equipaggio, è ormai una realtà. L’interessante progetto anima il dibattito degli operatori del settore, per tutte le implicazioni che comporta tanto dal punto di vista legale quanto da quello assicurativo. Svariate sono le ragioni che hanno spinto gli esperti ad ipotizzare l’utilizzo futuro di questa tipologia di navi. Innanzitutto, la possibilità di eliminare la maggior causa di incidenti relativi a questo trasporto: l’errore umano. Altri vantaggi riconosciuti:  scongiurare il pericolo di lesioni o morte dell’equipaggio medesimo, disincentivare la pirateria (senza possibilità di prendere in ostaggio il personale di bordo e di chiedere un riscatto tale illecito perde la propria ratio), ridurre i costi del lavoro e consentire condizioni di lavoro meno pesanti per il personale (lontananza da casa per mesi interi). Seguono anche degli svantaggi, tra cui: i possibili danni derivanti dalla pirateria informatica (in aumento),  il tempo necessario per intervenire in loco ove si verificasse un danno o un incidente, risvolti legali connessi alle normative nazionali e, soprattutto, internazionali vigenti.

Dal punto di vista legale, molti sono gli interrogativi sul progetto. Le convenzioni internazionali,  in quanto figlie di epoche diverse, sono state concepite sulla base di un presupposto: le navi sono governate da un equipaggio. Così sono numerosi i trattati che disciplinano l’addestramento e confezionano linee guida per il personale di bordo; dalle STCW Conventions (International Convention on Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers), alla Labour Convention, passando per l’ISM Code (International Safety Management Code).
Non meno problematiche sono le questioni relative all’adempimento di obblighi, contemplati da corpus normativi internazionali; tanto la COLREG (Collision Regulations Rules), quanto la Convenzione di Montego Bay, le Regole SOLAS o la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati impongono un dovere di prestare assistenza e soccorso a coloro si trovino in difficoltà, in mare.
Altrettanto difficile appare l’adeguamento alle previsioni in materia di collisione contenute nella Convenzione COLREG (la Regola 3.k, per esempio, fa riferimento all’ipotesi di vascelli che possano essere intercettati dall’occhio umano).

Anche il mondo assicurativo potrebbe subire delle ricadute. Un tema centrale è costituito dal requisito di navigabilità della nave. Tra le garanzie che assicurano l’idoneità alla navigazione vi è anche la presenza di equipaggio sul vascello. Le compagnie assicurative considereranno idonea alla navigazione una nave senza personale di bordo? Un’altra criticità è integrata dalla Institute Cyber Attack Exclusion clause (esclusione di copertura in caso di attacchi informatici): le navi a guida autonoma, pilotate in remoto, con l’ausilio di sistemi di posizionamento dinamico e raccolta di dati dai satelliti, sono senza dubbio ad alto rischio.

Certamente è utile distinguere tra navi senza equipaggio e navi con ridotto personale e parzialmente automatizzate: le criticità di cui sopra si acuiscono con riferimento alle seconde.

(Erica Larotonda)