Primi bilanci assicurativi sulle catastrofi naturali del 2017

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Primi bilanci assicurativi sulle catastrofi naturali del 2017

brokercare 5 gennaio 2018 241 Views 0 Comments Tutela dei beni

Gli analisti delle grandi compagnie internazionali di assicurazione e riassicurazione hanno iniziato a fare un primo bilancio sull’impatto delle grandi catastrofi naturali nel corso dell’anno appena concluso. La Swiss Re, in particolare, ha pubblicato un rapporto che conteggia oltre 306 miliardi di dollari in danni economici (quasi il doppio rispetto ai 188 del 2016). Secondo Swiss Re, il settore assicurativo ha dimostrato negli anni passati di poter fronteggiare simili perdite, per quanto ingenti. Tuttavia, poiché solo 136 di 306 miliardi erano effettivamente assicurati, emergono chiaramente le lacune di protezione esistenti per aziende e persone, che si traducono in maggiore difficoltà di ripresa in seguito ad eventi disastrosi. Il 2017 era partito relativamente positivamente, ma la successione di tre uragani di categoria 4+ sul centro e nord America (Harvey, Irma e Maria) ha causato enormi danni e perdite su un’area geografica vastissima. Quella dell’anno appena concluso è stata la peggior stagione di uragani dal 2005, quando la combinazione di Katrina, Rita e Wilma aveva generato perdite di oltre 100 miliardi di dollari. A colpire il Nord America, in aggiunta agli uragani, anche gli incendi boschivi in California (stimati a 7,3 miliardi di dollari di danni), grandinate e vento forte negli Stati Uniti in primavera e due terremoti in Messico. A marzo, il ciclone tropicale Debbie aveva causato danni per 1,3 miliardi in Australia, mentre l’Asia sudorientale ha vissuto devastanti allagamenti e l’Europa prolungati periodi di siccità e gravi incendi. Il 2017 è stato in sostanza un anno di estremi meteorologici, che ancora una volta sollecitano il dibattito sui cambiamenti climatici in corso e sulle loro conseguenze economiche e in termini umani (11.000 le vittime a causa di disastri da gennaio a dicembre). Se il settore assicurativo è in prima linea da un punto di vista di analisi e prevenzione del rischio, il dibattito pubblico e politico pecca ancora di scarsa risolutezza nel prendere le necessarie contromisure.