Richiamo dei prodotti: tutela del consumatore e risvolti assicurativi a vantaggio dei produttori

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Richiamo dei prodotti: tutela del consumatore e risvolti assicurativi a vantaggio dei produttori

brokercare 28 dicembre 2017 214 Views 0 Comments Tutela dei beni, Tutela delle responsabilità

La tutela del consumatore

Quasi tutti i sistemi giuridici, nazionali e sovranazionali, sono improntati alla tutela del consumatore, poiché riconoscono in capo a quest’ultimo una posizione di svantaggio nella relazione contrattuale. Il consumatore, ovvero il destinatario/utilizzatore di un prodotto finito, infatti, è la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale e non può contare sulla conoscenza e l’esperienza del professionista.

La tutela che i diversi corpi normativi (nel caso italiano, per esempio, il codice del consumo – d. lgs. n. 206/2005, artt. 114/127 – oltre alla normativa europea) coinvolge tanto la fase relativa ai  processi di produzione quanto quella successiva all’individuazione di un potenziale danno o rischio derivante dalla non conformità del prodotto.
Il prodotto viziato, infatti, rappresenta un duplice rischio: per la salute o la sicurezza del consumatore e per l’economia dell’impresa, che può incorrere in molteplici conseguenze sfavorevoli (richieste di indennizzo e danni d’immagine e di reputazione).

Nell’ipotesi in cui un prodotto rappresenti un rischio grave (secondo parametri definiti dal legislatore dell’ordinamento interessato) e non sia più sotto il controllo dell’operatore, perché già messo in commercio o ceduto, è obbligatoria l’attivazione di procedure c.d. di ritiro o richiamo. Nel primo caso, il prodotto non è ancora stato messo in vendita, mentre, nella seconda ipotesi, lo stesso è già stato messo in vendita.

Qualche dato relativo al richiamo dei prodotti  

Con un comunicato, pubblicato all’inizio del mese di dicembre, Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) ha segnalato un incremento, negli ultimi anni, relativamente al richiamo dei prodotti. Secondo le valutazioni di Allianz, avrebbero contribuito al fenomeno tante variabili: normative più severe, supply chain globali, maggior consapevolezza dei consumatori, pressioni economiche e social media. Due i settori più colpiti: automobilistico e alimentare.
Secondo l’analisi di Allianz, il richiamo dei prodotti non sarebbe destinato a regredire, bensì al contrario ad aumentare, soprattutto a causa del progressivo miglioramento delle nuove tecnologie (test sui prodotti, richiami informatici e social media).
L’analisi degli indennizzi del settore assicurativo di AGCS, ha evidenziato come, negli ultimi cinque anni, gli incidenti connessi ai prodotti abbiano causato perdite, in risarcimenti assicurativi, per più di 2 miliardi di dollari: questo tipo di evento, pertanto, rappresenta la principale causa di indennizzo da responsabilità civile. Il costo medio relativo ai risarcimenti dei richiami più rilevanti è di circa 12 milioni di dollari.
La tutela assicurativa del produttore

Il cambiamento delle tecnologie di produzione, l’elevato numero di partecipanti al processo di produzione del prodotto, le nuove modalità di commercializzazione, l’ampliamento dei mercati, una maggior coscienza dei consumatori, l’incremento di normative ad hoc (in Italia, il Codice del Consumo) e la diffusione delle Class actions sono tutti gli elementi che pongono, in capo al produttore, l’onere di valutare i rischi dell’attività, di ridurre la difettosità dei prodotti e di stipulare una polizza RC Prodotti.

Questa polizza risarcisce i danni, cagionati da prodotti difettosi: a terzi (morte, lesioni) oppure a cose diverse dai prodotti difettosi (distruzione e deterioramento). Il danno deve derivare da difetto dei prodotti risultanti in polizza, successivamente alla loro messa in commercio. La copertura delle polizze RC Prodotti può comprendere anche la garanzia di ritiro dei prodotti fabbricati dall’assicurato.

Dal difetto dei prodotti derivano tutta una serie di danni indiretti e morali. Le polizze RC Prodotti estendono la copertura, entro il limite indicato in polizza, ai danni derivanti da interruzioni o sospensioni, totali o parziali, di attività industriali, commerciali, agricole o di servizi, ove conseguenti a sinistro indennizzabile.

Le suddette polizze coprono anche i danni morali (conseguenti per esempio ad ipotesi di lesione); si tratta però di danni di natura astratta e immateriale, pertanto di difficile quantificazione.

(Erica Larotonda)